Salvatore Lovaglio | Monumento al Terzo Millennio
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Monumento al Terzo Millennio

Monumento al Terzo Millennio

La progettazione e realizzazione di una colonna, quale memoria delle colonne romane, “segna” il limite della città all’inizio del terzo millennio; ha la forma cilindrica di altezza m. 10 e diametro m. 0,70, il modellato, accentuato nella parte inferiore, diminuisce progressivamente verso l’alto fino ad annullarsi nella parte terminale, per diventare una superficie lucida. La colonna è stata lavorata in parte ad incavo a simboleggiare la traccia, l’orma il passato, la memoria; nella parte inferiore negli incavi a forma di nicchie sono stati sistemati immagini di reperti del primo millennio, nella parte centrale sono presenti elementi disegnati o gemmati del secondo millennio, estrapolati dalle testimonianze presenti nel territorio di Lucera. La parte terminale non lavorata se non con 16 forme di stelle traforate all’interno è previsto la possibilità di inserire un faro che permettere il passaggio di luce sia dalle stelle traforate che che verso l’alto a simboleggiare la proiezione del futuroe la visibilità notturna per permettere il passaggio della luce interna per indicare il nuovo millennio, tutto da scrivere da rappresentare. L’opera è stata realizzata in fusione di bronzo statuario con il sistema della cera persa, presso la fonderia artistica Innocente Mapelli di Cesate (MI).

È un’opera celebrativa, che mentre è illustrazione giunge all’arte. Ma è un’arte che è anche retorica, nel senso migliore, perché intende celebrare e persuadere. Il termine retorica invece ha assunto un significato opposto all’arte, intesa come lirismo: la colonna Traiana, per esempio, è un’opera celebrativa che, in modo originale, mentre è illustrazione non dissimile dal metodo del cinema di oggi o, se proprio si vuole, dal racconto a fumetti, giunge all’invenzione dell’arte. Ma è anche racconto che intende celebrare e persuadere, cioè retorica: e proprio in questo risponde alle esigenze più profonde della civiltà romana, che faceva sempre coincidere l’arte con l’utile, con la pratica. Proprio perché non vuole essere un’opera rivolta al futuro quale espressione artistica di un linguaggio contemporaneo dell’epoca contemporanea ma quindi non essere soggetta ad interpretazioni ma vuole essere celebrativa e raccontare.

Data

2000

Luogo

Piazzale Stazione, Lucera (FG)

Periodo
Opere Pubbliche, Realizzate